Chiede 2 mila euro per restituire lo scooter ma all’incontro trova i carabinieri: arrestato 23enne

Redazione

Palermo - La vittima dopo la richiesta ha chiamati i militari

Chiede 2 mila euro per restituire lo scooter ma all’incontro trova i carabinieri: arrestato 23enne
Il giovane è accusato di tentata estorsione con il cosiddetto metodo del “cavallo di ritorno”

26 Gennaio 2026 - 08:13

Non aveva fatto i conti con la prontezza della vittima e con il tempestivo intervento dei carabinieri il 23enne palermitano arrestato in flagranza di reato dai militari della Stazione Falde. Il giovane, già noto alle forze dell’ordine, è accusato di tentata estorsione con il cosiddetto metodo del “cavallo di ritorno”, questa volta attivato attraverso un annuncio pubblicato sul web.

La vicenda ha origine dal furto di uno scooter. Nel tentativo di ritrovare il mezzo, il proprietario ha lanciato un appello sui social network, sperando di ottenere informazioni utili. Poco dopo, un conoscente si è fatto avanti sostenendo di sapere dove si trovasse lo scooter, proponendo un presunto “servizio” di recupero. Il prezzo richiesto, però, era tutt’altro che simbolico: 2.000 euro in contanti, somma che, secondo quanto emerso, sarebbe stata destinata ai ladri per “chiudere la pratica” e restituire il veicolo.

La vittima, anziché cedere al ricatto, ha scelto di rivolgersi immediatamente ai carabinieri, fingendosi interessata alla trattativa e concordando un incontro in pieno giorno per la consegna del denaro. All’appuntamento, però, il presunto ricattatore non ha trovato le banconote, ma i militari della Stazione Falde e del Nucleo Operativo della Compagnia San Lorenzo, pronti a intervenire. L’azione rapida e coordinata ha consentito di bloccare il tentativo di estorsione prima che il denaro passasse di mano e di far scattare l’arresto. Il provvedimento è stato successivamente convalidato dal Giudice per le indagini preliminari del tribunale di Palermo. L’operazione conferma l’importanza di denunciare immediatamente i tentativi di riscatto, evitando di alimentare il circuito criminale legato ai furti di veicoli.

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