Nel segno della memoria e dell’impegno antimafia, le amministrazioni comunali di Monreale e Partinico hanno commemorato questa mattina il 29esimo anniversario dell’omicidio dell’avvocato Giuseppe La Franca, vittima della violenza mafiosa. La cerimonia alla presenza delle principali autorità civili, religiose e militari del territorio, a testimonianza di una memoria condivisa che continua a essere viva e a tradursi in un impegno concreto contro ogni forma di illegalità.
All’iniziativa hanno partecipato, tra gli altri, il sindaco di Partinico Pietro Rao, il vicesindaco di Monreale Riccardo Oddo e il segretario generale del Comune di Monreale Giovanni Impastato, presente anche in qualità di direttore del Consorzio Sviluppo e Legalità, organismo impegnato nella gestione dei beni confiscati alla criminalità organizzata. Particolarmente toccante la presenza del figlio dell’avvocato La Franca, Claudio Burgio. Per l’Arma dei carabinieri era presente il comandante della Compagnia di Partinico, il capitano Mattia Rognoni.
Dopo la deposizione di un omaggio floreale, segno del legame profondo tra le due comunità nel nome della giustizia, hanno preso la parola i rappresentanti delle amministrazioni comunali, sottolineando l’importanza di trasmettere alle nuove generazioni il valore del sacrificio di La Franca. A seguire, un momento di preghiera in memoria della vittima e di riflessione collettiva, con un pensiero rivolto a quanti operano ogni giorno per il bene comune.
“Ricordare Giuseppe La Franca non è solo un atto di memoria, ma una responsabilità verso le nostre comunità”, hanno affermato i rappresentanti istituzionali. “La sua scelta di non piegarsi alla prepotenza mafiosa continua a indicarci la strada della dignità, della legalità e del rispetto delle regole, valori che portiamo avanti anche attraverso il lavoro sui beni confiscati”.
“Ricorre oggi il 29° anniversario dell’uccisione di Giuseppe La Franca, in contrada Cambuca, fra Partinico e Grisì. Anche quest’anno Monreale e Partinico non dimenticano il suo esempio di uomo coraggioso che non si è piegato davanti al ricatto della mafia che voleva impossessarsi delle sue terre. Pagò la sua fermezza con la vita. Rimane un esempio indimenticabile di correttezza e legalità, un modello da seguire per tutti noi: istituzioni e società civile”. È quanto dichiarato dal deputato regionale Marco Intravaia, componente della Commissione Regionale Antimafia e amico della famiglia, in occasione del ventinovesimo anniversario dell’omicidio.
La Franca fu assassinato per essersi opposto con determinazione al racket e all’occupazione abusiva delle proprie terre da parte di esponenti del clan locale. La sua figura è stata ricordata come simbolo di integrità morale e di resistenza civile, un esempio che continua a parlare all’intero territorio. Quel 4 gennaio del 1997, in contrada Cambuca a Grisì, ad assassinare l’avvocato, imprenditore e dirigente pensionato del Banco di Sicilia, furono i noti fratelli Leonardo e Vito Vitale, mafiosi di Partinico, arrestati grazie alla confessione della sorella Giuseppina Vitale, pentita e sotto protezione, che ha denunciato i fratelli come mandanti ed esecutori dell’efferato delitto. I Vitale si erano impossessati di un caseggiato rurale dell’avvocato ed avevano tentato varie volte con minacce e soprusi di acquisirne la proprietà, trovando sempre d’ostacolo la ferma determinazione di La Franca. Da qui il delitto. La Franca è stato riconosciuto dallo Stato italiano vittima innocente della mafia.




