La strage di Marzabotto, 80 anni dopo: a Palermo “la memoria tramutata in ricordo”

Rosi Orlando

Palermo - La commemorazione

La strage di Marzabotto, 80 anni dopo: a Palermo “la memoria tramutata in ricordo”
L’orrore nazifascista si concretizzò in uno dei più efferati massacri dall’estesa temporalità

12 Dicembre 2024 - 10:45

Commemorazione analitica ieri sera a Villa Zito, dove si è tenuto l’incontro: “Processare il ricordo, la strage di Marzabotto 80 anni dopo”. Hanno relazionato Marco De Paolis, Procuratore generale militare alla Corte d’Appello di Roma e l’avvocato Armando Sorrentino dell’Anpi, associazione nazionale partigiani d’Italia. Ha presenziato il magistrato Bernardo Petralia, già capo Dap, dipartimento amministrazione penitenziaria e segretario generale, Movimento per la Giustizia-Art.3 Ets. I saluti preliminari sono stati affidati a Maria Concetta Di Natale di Fondazione Sicilia, a Daniela Troja (Movimento per la Giustizia-Art.3 Ets), ai professori Antonio Scaglione e Giovanni Puglisi e al Generale Francesco Principe. Ha coordinato i lavori Roberto Gueli, presidente dell’Ordine dei Giornalisti di Sicilia.

La memoria tramutata in ricordo elabora la conoscenza del fatto. Questo binomio al centro del dibattito di ieri sera sugli 80 anni dalla strage “di Marzabotto” che in realtà fu l’eccidio di Monte Sole, perché colpì l’area dell’Appennino bolognese che comprende i comuni di Marzabotto, Monzuno e Grizzana Morandi, luoghi in cui durante la seconda guerra mondiale l’orrore nazifascista si concretizzò in uno dei più efferati massacri dall’estesa temporalità: perché in sei giorni consecutivi fra il 29 settembre e il 5 ottobre del 1944, le truppe naziste guidate dal maggiore Walter Reder, trucidarono quasi duemila persone, perlopiù donne, bambini e anziani, nell’azione di rappresaglia contro la formazione partigiana, Stella Rossa, impegnata nella Resistenza. Il crimine, la distruzione, si protrassero sino a novembre. La strage di Marzabotto seguì a quella di Sant’Anna di Stazzema, in Versilia, compiuta il 12 agosto del 1944, in cui si contarono oltre cinquecento vittime. La furia del nazifascismo per il controllo dei territori, con queste operazioni violente, puntava all’indebolimento dell’attività delle formazioni partigiane impegnate nella Resistenza e a terrorizzare i civili che avrebbero potuto sostenerle.

“Da segretario del “Movimento per la giustizia”, che da un anno opera come ente del terzo settore -afferma Bernardo Petralia – questa di Palermo (e ancor prima, quella di Bologna) è l’iniziativa a cui teniamo di più, a chiusura di un anno difficile e complesso, dal punto di vista della tutela dei diritti umani. Riecheggiando le parole di Quasimodo quest’oggi, anche qui a Palermo, si fa memoria di sangue, di fuoco e di martirio per ricordare, a 80 anni di distanza, quanto fu atroce lo sterminio di Marzabotto le cui vittime furono uomini, donne e bambini che avevano il solo difetto di credere e lottare per la libertà e la giustizia. Oggi Marco De Paolis, protagonista del processo a carico degli ufficiali tedeschi e l’avvocato, Armando Sorrentino, sono relatori degli aspetti storici e postumi della strage, compresa la scoperta “dell’armadio della vergogna”: l’elenco degli ufficiali nazisti responsabili dell’eccidio di Marzabotto, tenuto per anni nascosto, giacché provvisoriamente archiviato”.

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