“Non fu diffamazione”: assolto l’ex presidente del consiglio di Piana

Giorgio Vaiana

Regione - La sentenza

“Non fu diffamazione”: assolto l’ex presidente del consiglio di Piana
A presentare la querela era stato l'ex sindaco di Piana Vito Scalia

24 Dicembre 2022 - 09:58

“Assolto perché il fatto non costituisce reato, per l’operatività della scriminante del diritto di critica politica”. Così si legge nella sentenza di Daniela Mauceri, Giudice del Tribunale di Termini Imerese, con una sentenza di piena assoluzione nei confronti di Alberto Petta, ex presidente del consiglio comunale di Piana degli Albanesi. La vicenda risale al 2015 quando l’ex sindaco di Piana degli Albanesi Vito Scalia aveva querelato per diffamazione l’allora consigliere di opposizione Alberto Petta che su un post di Facebook aveva aspramente criticato la scelta incoerente dell’amministrazione di quel tempo di ricorrere all’esternalizzazione dell’ufficio tributi dopo aver promesso in campagna elettorale di voler potenziare gli uffici comunali e di non voler più ricorrere a società private esterne per la riscossione dei tributi.

Dopo sette interminabili anni di processo gli avvocati, anche attraverso la presentazione di memorie e di centinaia documenti sono riusciti a dimostrare che Petta stava semplicemente esercitando il proprio diritto di critica politica. “Mi sono sentito per anni ostaggio di un processo ingiusto – ha dichiarato Alberto Petta – ho sempre mantenuto grande pazienza in attesa della conclusione, continuando a credere fermamente nella Giustizia e certo che alla fine la verità viene sempre a galla. Nel vano tentativo di fermarmi e di censurarmi da anni continuano a querelarmi perché dico la verità e combatto le ingiustizie che certa politica compie nei confronti del nostro territorio e dei miei concittadini. Credo che il dibattito politico non può e non deve spostarsi all’interno delle aule giudiziarie, che dovrebbero occuparsi di cose più importanti dell’orgoglio ferito di chi non riesce a rispondere con argomenti e con i fatti. Questa ennesima sentenza impartisce una grande lezione a chi a spregio dei principi fondamentali della democrazia vorrebbe censurare l’avversario attraverso le querele e improbabili richieste di risarcimento. Sia chiaro oggi non ho vinto io, non ha vinto Alberto Petta: ha vinto il diritto di critica, ha vinto la libertà e libertà d’espressione diritti per fortuna ancora inviolabili, spero che la mia esperienza possa ispirare gli altri, soprattutto i giovani, a essere liberi e coraggiosi a non piegarsi mai al potere e ai compromessi. Ci tengo a precisare che non nutro alcun risentimento nei confronti di Vito Scalia e sono certo che questa esperienza processuale abbia insegnato molto ad entrambi”. A difendere Alberto Petta sono stati gli avvocati Dario Vecchio e Salvatore Cordaro dello Studio Cordaro.

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