Promette lavoro dietro pagamento: ma quando va a ritirare i soldi trova la polizia

Redazione

Palermo - Palermo

Promette lavoro dietro pagamento: ma quando va a ritirare i soldi trova la polizia
L'uomo è stato stato scoperto ed arrestato dalla polizia, che ha organizzato la trappola

Promette lavoro dietro pagamento: ma quando va a ritirare i soldi trova la polizia

13 Febbraio 2020 - 16:35

Aveva architettato la truffa nei minimi particolari, promettendo un lavoro come operatore socio sanitario dietro pagamento. Ma l’uomo, un 46enne di Bagheria, città alle porte di Palermo, è stato scoperto ed arrestato dalla polizia.

A smascherare il tentativo di truffa perpetrato da D.M. 46enne bagherese con precedenti di polizia, che aveva pensato di lucrare sulla disoccupazione di un palermitano, sono stati i poliziotti del commissariato Brancaccio di Palermo. Dopo una serie di contatti con il truffatore sarebbe stata infatti la stessa vittima a sentir puzza di raggiro ed a contattare quindi la polizia di stato.

Il 46enne – spiegano dalla Questura – era entrato in contatto telefonicamente con la vittima, accreditandosi quale medico di una struttura ospedaliera del comprensorio, in grado di facilitarne l’assunzione presso quella struttura come operatore socio sanitario. Per farlo, il fantomatico dottore, in ragione della presenza di un bando di concorso già scaduto, avrebbe dovuto forzare le procedure di assunzione attraverso la consegna di una fidejussione di 1300 euro circa. La somma, chiaramente a carico dell’aspirante operatore sanitario, avrebbe dovuto essere consegnata in busta chiusa nei pressi di un noto bar bagherese ad una terza persona (poi risultata essere in realtà lo stesso D.M.). Nel corso dei colloqui telefonici alla vittima sarebbe stata richiesta anche la consegna di documenti di riconoscimento e del codice Iban.

Le insolite richieste, tra tutte quella di denaro e le ancor più strane modalità di consegna hanno insospettito la vittima, disilludendola riguardo la possibilità di un’occupazione. Nel breve volgere di qualche ora, la razionalità ha preso il posto di rabbia e delusione e la vittima si è rivolta alla polizia. Gli agenti del commissariato di Brancaccio, cui la vittima si era rivolta, ne hanno riscontrato le perplessità e lo hanno invitato ad assecondare le richieste del truffatore, decidendo di accompagnarlo, seppur in incognito, all’appuntamento presso il bar bagherese e munendolo per questo di banconote false.

Quando la vittima ha consegnato la busta alla persona presente all’appuntamento, in realtà lo stesso D.M., ricevendone in cambio una ricevuta “artigianale” e priva di valore, gli agenti della sezione “investigativa” del commissariato, sono intervenuti bloccando il truffatore e recuperando il contenuto della busta già in possesso del bagherese.

L’uomo, messo davanti al fatto ormai compiuto, ha ammesso di avere architettato la truffa ed è stato arrestato per il reato di tentata truffa aggravata. Dovrà rispondere anche del reato di ricettazione in seguito al ritrovamento nella sua disponibilità di una serie di carte di credito e tessere sanitarie intestate a terze persone, presumibilmente usate o da usare nel corso di altri episodi di truffa.

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