Cocaina dall’Argentina e hashish dal Marocco, colpo ai trafficanti di droga: 20 arresti

Redazione

Palermo - Palermo

Cocaina dall’Argentina e hashish dal Marocco, colpo ai trafficanti di droga: 20 arresti
Vasta operazione con cui la polizia sta infliggendo un duro colpo, l’ennesimo, ai mercanti della droga

Cocaina dall’Argentina e hashish dal Marocco, colpo ai trafficanti di droga: 20 arresti

01 Ottobre 2019 - 08:54

E’ in corso una vasta operazione con cui la polizia sta infliggendo un duro colpo, l’ennesimo, ai mercanti della droga. Con l’operazione “Green Finger”, la Squadra Mobile palermitana, su delega della Procura della Repubblica di Palermo – Direzione Distrettuale Antimafia, sta eseguendo, avvalendosi della collaborazione di omologhe articolazioni della polizia di altre città italiane e di alcuni equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine Sicilia Occidentale, decine di misure cautelari nei confronti di altrettanti malviventi responsabili a vario titolo del reato di associazione a delinquere finalizzata al traffico, anche internazionale, di stupefacenti, che avevano attivato un vorticoso giro di droga, ove la piazza palermitana era snodo fondamentale, nel passaggio dall’ “ingrosso” al “dettaglio” dello stupefacente.

Il focus degli investigatori, nel corso di una indagine partita nel 2015, si è soffermato proprio sui “grossisti” dello stupefacente: sono state smantellate due organizzazioni criminali, indipendenti ed estranee l’una all’altra, “specializzate” rispettivamente nel procurare grossi carichi di cocaina ed hashish.

Nel primo caso, sono state registrate le rotte, i collegamenti ed i rapporti intrattenuti tra i sodali dell’associazione a delinquere con soggetti della malavita anche internazionale che dall’Argentina, dopo tappe intermedie europee, avrebbero fatto giungere in città grossi quantitativi di cocaina. Nel secondo caso, i rilevanti carichi di hashish giunti nel capoluogo sarebbero stati, addirittura, distribuiti in altre province e la piazza palermitana avrebbe assunto un ruolo di “raccolta regionale ed interprovinciale” della droga, nonchè centro di smistamento.

L’hashish, spesso proveniente da grossi fornitori localizzati in Marocco, sarebbe rimasto in “stoccaggio” all’interno di magazzini del nord-Italia fin quando non fosse stato acquistato dai sodali palermitani e solo allora sarebbe stato fatto viaggiare alle volte del capoluogo. E’ significativa sulla portata del giro di droga smantellato, il quantitativo di hashish monitorato in entrata nel capoluogo, stimato in oltre 1000 chili, 700 dei quali sono stati sequestrati in più tranches con il relativo arresto dei corrieri. Notevoli anche, in corso d’indagine, i sequestri di coltivazioni di cannabis effettuati dalla Squadra Mobile nel palermitano.

L’operazione costituisce epilogo e risultato di un’indagine avviata nel marzo 2015, Denominata “Green finger” che ha permesso di ricostruire l’esistenza di due distinte associazioni a delinquere, capaci, tramite diversi canali, di importare a Palermo ingenti quantitativi di cocaina ed hashish.

Il primo sodalizio criminale era promosso da Salvatore Drago Ferrante che, nonostante fosse sottoposto alla misura della detenzione domiciliare, aveva creato un’associazione per delinquere finalizzata all’importazione di cocaina da Buenos Aires con l’invio in quella città di corrieri.
Ad aiutarlo Giuseppe Faia e Tommaso Lo Verso che eseguivano le direttive per le operazioni di importazione e trasporto della cocaina. In tale contesto Lo Verso partecipava all’organizzazione del trasporto di 3,150 chili di cocaina, facendo da scorta al corriere, il quale prelevava la droga proveniente dall’Argentina in Francia e la trasportava in auto, venendo per tali fatti arrestato a Viry.

É stata anche documentata un’altra trattativa per l’acquisto in Argentina di un’altra partita di cocaina per un valore complessivo di 29.000 euro. A recarsi in Argentina per l’acquisto della droga Calogero Rio, ma nonostante il pagamento della somma di denaro la partita di stupefacente non venne poi consegnata. Peraltro, gli inquirenti in corso di indagini, hanno appurato come Drago Ferrante attivasse un nuovo canale di approvvigionamento di cocaina con un soggetto non identificato in Ecuador e che anche in questa circostanza, dopo il trasferimento di una somma di denaro necessaria per le prime spese, inviasse Giuseppe Faia, per fargli condurre di persona le fasi della trattativa poi non conclusasi.

Del secondo sodalizio criminale era promotore Francesco Antonino Fumuso che, nonostante si trovasse costretto in regime di arresti domiciliari per altri reati, aveva costituito un’associazione per delinquere ben ramificata sul territorio nazionale, finalizzata all’importazione di ingenti quantitativi di hashish, attraverso contatti con soggetti stranieri operanti sul territorio nazionale tra cui Mohamed Essarrar marocchino, residente nelle Marche, responsabile dello smistamento in Italia di ingenti quantitativi di hshish, per conto di fornitori stazionanti in Marocco. Facenti parte dell’associazione erano anche Giuseppe Bronte, Giuseppe De Luca, Agostino Giuffrè, all’epoca delle indagini latitante, che eseguivano le direttive impartite da Fumuso per le operazioni di importazione e trasporto della sostanza e l’individuazione dei corrieri.

L’attività dell’organizzazione era mirata all’approvvigionamento di ingenti quantitativi di hashish che inizialmente venivano stoccati in un magazzino di Vicenza, gestito da Giuseppe De Luca, che facendo spesso la spola tra Palermo ed il Nord Italia, assicurava e gestiva l’invio a Palermo dei vari carichi di hashish, organizzando anche l’operato dei vari corrieri. De Luca, nella realizzazione delle attività, poteva contare nell’hinterland milanese sulla collaborazione di Agostino Giuffrè. La droga veniva così acquistata e trasportata dalla provincia di Milano, da Vicenza o dalla provincia di Alessandria verso Palermo. Al riguardo, si è documentato come l’associazione criminale avesse acquistato 1000 chili circa di hashish da immettere a Palermo di cui però 718 chili venivano sequestrati in diverse occasioni dalla polizia.

Le partite di stupefacente acquistate dall’associazione erano destinate non solo a rifornire la piazza di spaccio palermitana, ma anche a soddisfare le esigenze in ambito regionale. Le indagini hanno consentito l’individuare nel giugno 2015 anche una piantagione di cannabis indoor in zona Giacalone con conseguente arresto di Domenico Scarantino e Giacomo Di Maio, con il sequestro di 230 piante di cannabis.

Custodia cautelare in carcere:
1. DRAGO FERRANTE Salvatore, di anni 55
2. LONGO Alessandro, di anni 36
3. ANELLO Alessandro, di anni 39
4. CACOCCIOLA Angelo, di anni 41
5. LO VERSO Tommaso, di anni 41
6. FAIA Giuseppe, di anni 33
7. FUMUSO Francesco Antonino, di anni 52
8. DE LUCA Giuseppe, di anni 42
9. GIUFFRE’ Agostino di anni 55
10. BRONTE Giuseppe, di anni 25
11. ESSARRAR Mohammed, di anni 63
12. URSO Tiziana, di anni 44

Arresti domiciliari:
13. ALFANO Leonardo, di anni 28
14. CHIAVELLO Giuseppe, di anni 43
15. D’AMORE Gaetano, di anni 38
16. DI BENEDETTO Gianfranco, di anni 29
17. DI MAIO Vincenzo, di anni 33
18. LO DUCA Pietro, di anni 31
19. LOREFICE Sebastiano, di anni 42
20. PASCA Roberto, di anni 41
21. RIO Calogero,di anni 57
22. SALERNO Johnny, di anni 24
23. URSO Pasqualino, di anni 47.

Altre notizie su monrealepress

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


Commenta

Autorizzazione del Tribunale di Palermo N. 621/2013

Direttore Responsabile Giorgio Vaiana
redazione@monrealepress.it