Mafia, blitz tra Palermo e New York, colpo alla famiglia Inzerillo: 19 arresti

Redazione

Palermo - L'operazione di Polizia ed FBI

Mafia, blitz tra Palermo e New York, colpo alla famiglia Inzerillo: 19 arresti
Oltre 200 uomini impiegati nell'operazione "New Connection"

17 Luglio 2019 - 08:18

Più di 200 uomini agenti di Polizia e del Federal Bureau of Investigation (FBI) di New York, hanno eseguito numerosi provvedimenti restrittivi, disposti dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di Palermo, nei confronti di esponenti e sodali del mandamento mafioso di Passo di Rigano, che dovranno rispondere, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere di tipo mafioso, estorsione aggravata, concorso esterno in associazione mafiosa, trasferimento fraudolento di valori aggravato, concorrenza sleale aggravata dal metodo mafioso ed altro.

Le indagini dell’operazione, denominata “New connection“, hanno registrato il forte legame instaurato tra Cosa Nostra palermitana e la criminalità organizzata statunitense, con particolare riferimento alla potente Gambino Crime Family di New York, nonchè la forte capacità pervasiva, da parte della famiglia mafiosa di Passo di Rigano, sull’economia legale dell’omonimo quartiere, secondo una capillare divisione di ruoli e mansioni: dalla fornitura alimentare all’ingrosso alle classiche estorsioni, passando per la gestione dei giochi e delle scommesse online.

Sono state perquisite, a cura di personale del Fbi e di investigatori italiani, le abitazioni di Calogero Zito, nel New Jersey, di Thomas Gambino, a Staten Island (New York) e Simone Zito, a Philadelphia. I decreti di perquisizione sono stati emessi dalla Dda di Palermo ed eseguiti negli Stati Uniti al termine della prevista procedura rogatoriale.

Tra gli arrestati, spiccano le figure di Tommaso Inzerillo e del cugino Francesco. Decimati durante la seconda guerra di mafia dalla fazione guidata dai corleonesi di Salvatore Riina, gli Inzerillo erano stati costretti, subito dopo l’omicidio di Salvatore Inzerillo nel 1981, a fuggire negli Stati Uniti per avere salva la vita. Rientrati in Italia nei primi anni duemila, Tommaso e Francesco Inzerillo sono riusciti a stabilire un equilibrio con alcuni tra gli ultimi esponenti del gruppo avverso ancora in libertà, i fratelli Gaetano e Giuseppe Sansone, e a ricostruire le fila della famiglia mafiosa di Passo di Rigano. Grazie ad una fitta rete di sodali, tra cui Giuseppe Spatola, genero di Tommaso Inzerillo e Alessandro Mannino, già uomo d’onore della famiglia mafiosa, gli Inzerillo hanno esercitato un ferreo controllo del territorio di riferimento condizionandone il tessuto economico.

Tramite Spatola e Gabriele Militello, Tommaso Inzerillo imponeva la fornitura di prodotti alimentari; ad Antonino Fanara aveva affidato il settore dei giochi e la gestione delle agenzie di scommesse abusive online; Antonino Lo Presti interveniva come mediatore in alcune vicende estorsive; tante situazioni, in definitiva, ruotavano intorno agli Inzerillo che venivano considerati dai residenti dei punti di riferimento per risolvere anche questioni di carattere privato e non collegati a vicende criminali.

Altro personaggio di assoluta caratura criminale è Giovanni Buscemi. Scarcerato dopo 24 anni di detenzione per associazione mafiosa e omicidio, Buscemi si è immediatamente riproposto nel panorama mafioso palermitano, pretendendo un ruolo consono ai suoi rilevanti trascorsi. Ed infatti, solo pochissime settimane dopo la sua scarcerazione, ha preso parte, in qualità di rappresentate del mandamento mafioso di Passo di Rigano, alla riunione tenutasi a Palermo il 29 maggio 2018, alla quale hanno partecipato numerosi capi dei mandamenti mafiosi palermitani per discutere e approvare le regole del funzionamento della commissione provinciale di cosa nostra e delle dinamiche fra i mandamenti.

Le indagini hanno, inoltre, consentito di documentare stabili relazioni tra gli uomini d’onore palermitano e soggetti appartenenti alla potente Gambino Crime Family di New York: si tratta, in particolare, del noto Frank Calì, recentemente ucciso, e di Thomas Gambino, cittadino americano considerato dal Federal Bureau of Investigation elemento di rilievo della famiglia Gambino, che rappresenta, secondo le indagini, un importante anello di collegamento tra le organizzazioni criminali delle due sponde dell’oceano; mentre per il mandamento di Passo di Rigano si occupavano dei contatti americani Simone e Calogero Zito.

I due Zito, in particolare Calogero, sono stati artefici dell’elezione di Salvatore Gambino alla carica di Sindaco del Comune di Torretta condizionando, alla conclusione della tornata elettorale del giugno 2018, la formazione del consiglio comunale ed il conferimento degli incarichi di amministrazione. La Procura di Palermo ha disposto il sequestro preventivo dei beni riconducibili agli indagati e quantificati nell’ordine dei tre milioni di euro, tra questi aziende e società, conti correnti, auto e moto.

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