Elezioni 2018, la fine delle logiche clientelari

Raimondo Burgio

Matita di Legno

Elezioni 2018, la fine delle logiche clientelari

Elezioni 2018, la fine delle logiche clientelari

Già ieri notte meditavo in merito alla lettura che scaturisce dal risultato del voto espresso in questa tornata elettorale. Il vero dato che qualcuno difficilmente digerirà è che questa affermazione grida un gigantesco “ no” alle logiche clientelari che sino al 3 marzo hanno sottomesso la gente del Sud. Difficilmente può essere tutto quanto ricondotto alla vecchia logica delle ideologie di partito. La lettura è più articolata, più frastagliata, maggiormente scontornata perché risponde al malumore, al mal di pancia, alla insoddisfazione, alla incapacità di sentirsi realmente partecipi di un fenomeno democratico.

Il Movimento 5 Stelle ha saputo prendere e interpretare il pensiero di una classe più o meno giovane insoddisfatta che da anni non riesce più a incidere e che al tempo stesso lotta con la generazione precedente. Hanno interpretato il disagio del commerciante, dell’industriale, come quello del proletario. Nonostante a livello nazionale si voglia imporre una lettura che vuole la destra vincente, in realtà possiamo ben dire che “Berlusconi è scaduto” come una attivista delle Femen ha giustamente fatto notare ieri, e come dall’altra parte Renzi esca totalmente sconfitto e cancellato da un voto che anche a livello locale fa emergere la difficoltà di accettare logiche poco proporzionali e di imposizione.

È fin troppo evidente che un voto del genere è del tutto differente. Abbiamo una realtà sociale ed economica che assume una conformazione diversa, e il parallelo mi viene semplice: se da una parte oggi lavoro su un tavolo in legno massello da domani cucinerò in un ambiente fatto di mobili in truciolare, prodotti dallo scarto di quel legno e da un insieme di cose velenose e instabili che possono nuocere alla nostra salute. E questo è il quadro che si sta configurando, il rischio che stiamo vivendo.

L’astensionismo da una parte, con la forza di un silenzio attonito e disgustato ha come contraltare la protesta decisa e affermata del voto che ha acclamato il Movimento 5 Stelle. Tale situazione ci fa perfettamente capire che la società oggi è appunto un miscuglio di scarti di legno, non c’è più l’ideologia intelligente e naturale della fibra e della resina che tiene tutto quanto insieme, ma abbiamo un universo puntellato e multiforme, a tratti ignorante e vulnerabile, che cerca di farsi valere e che è stanco della mancanza di soluzioni. I politicanti imparino da un movimento che ha nel volontariato e nella ramificazione “home to home” del web il loro punto di forza grazie a un’idea di maggiore attivismo e partecipazione trasparente lontana dagli interessi di poltrona.

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