Sempre più i bambini allergici, domani un forum internazionale a Palermo

Redazione

Palermo

Sempre più i bambini allergici, domani un forum internazionale a Palermo
All'Hotel La Torre, organizzato dall'Associazione Allergologi ed Immunologi Territoriali ed Ospedalieri della Sicilia

18 Gennaio 2016 - 00:00

Entro il 2020 in Sicilia, come nel resto del mondo occidentale, un bambino su due soffrirà di allergie. Inquinamento, stile di vita e abitudini alimentari sono la causa dell'impennata di riniti allergiche, asma bronchiali, dermatiti atopiche e da contatto, shock anafilattici. Un tema che coinvolge le famiglie siciliane e di cui si discute domani e sabato, 4 e 5 aprile, nel corso del “Palermo Allergy Forum 2014”, in programma all'Hotel Splendid La Torre di via Piano Gallo, a Palermo. Un congresso ed un seminario di studi per coinvolgere medici, infermieri e pazienti in un percorso di approfondimento delle tematiche atopiche e respiratorie, con l'obiettivo di contribuire a ridurre il distacco tra linee guida e pratica clinica, tra ospedale e territorio, medico e paziente. L'evento è organizzato da Giuseppe Valenti, specialista allergologo e pneumologo, in collaborazione con l'AAITO, l'Associazione Allergologi ed Immunologi Territoriali ed Ospedalieri, della Sicilia. La cifra di quanto stia accadendo ai nostri bambini si ottiene dal confronto con i migranti. In molti Paesi d'origine le allergie sono rare ma, arrivati in Italia e in Sicilia, gli immigrati incontrano nuovi allergeni, e in più l'inquinamento e lo stile di vita occidentale facilitano la sensibilizzazione. E così, i bimbi migranti che soffrono meno di asma rispetto ai piccoli italiani diventano sempre più allergici man mano che aumenta la loro permanenza in Sicilia. Oggi i bambini, ma anche i ragazzi, vivono una vita più "sterile": passano la maggior parte del tempo al chiuso e la loro flora batterica intestinale è cambiata per le modificazioni nella dieta. Risultato: il sistema immunitario "impazzisce" più facilmente. Cosa fare? Innanzitutto, servono misure come la limitazione del traffico privato nelle città e l'espansione del verde pubblico. In questo contesto lo pneumologo, l'allergologo e le associazioni dei pazienti possono svolgere un ruolo importante anche sociale nella sensibilizzazione educazionale alla prevenzione ambientale.

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