Palermo, "Andiamo a giocare a calcetto", ma svaligiavano appartamenti: arrestati in 4

Redazione

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Palermo, "Andiamo a giocare a calcetto", ma svaligiavano appartamenti: arrestati in 4
L'ultimo colpo a Misilmeri ai danni di un'anziana tenuta legata ed imbavagliata per ore

18 Gennaio 2016 - 00:00

La Polizia di Stato ha sgominato una banda di malviventi, autori di una violenta aggressione, a scopo di rapina, in danno di un’anziana cittadina, raggiunta e tenuta segregata nel suo domicilio per circa due ore, in provincia. A finire in manette, destinatari di una Ordinanza di Custodia Cautelare in carcere, Salvatore Di Pasquale, palermitano 36enne, Pietro Oriti Misterio, 33enne di Misilmeri, Pietro Aiello, 22enne bagherese e Michele Varia, 27enne palermitano. I quattro, seppur con ruoli diversi, si sono resi protagonisti, lo scorso 24 agosto, della pianificazione  e della realizzazione di una rapina in abitazione di rara viltà ed efferatezza. Le indagini dei poliziotti della sezione “Contrasto al crimine diffuso” della Squadra Mobile palermitana hanno accertato come, nel contesto dell’organizzazione della rapina, Di Pasquale abbia rivestito un ruolo di  vertice, specialmente in relazione alla sua capacità di reclutamento          e di manovalanza criminale (da impiegare nella commissione del reato). Prima di agosto, per ben tre volte il colpo era stato progettato e, per motivi indipendenti dalla volontà dei malviventi, era, però, saltato. Con estrema facilità, Di Pasquale, ad ogni tentativo fallito, era riuscito a assoldare nuove forze per replicare l’assalto. Circostanza curiosa ed allo stesso tempo sintomatica della “professionalità” dei malviventi, quantomeno del Di Pasquale e dell’Oriti, è che i due, per depistare eventuali intercettazioni, prima, durante e dopo il colpo, abbiano utilizzato utenze mobili sempre diverse e, soprattutto, un linguaggio criptico improntato al mondo del calcetto. Così ad esempio, la rapina in abitazione è diventata “la partita di calcetto”, il luogo dove riparare subito dopo aver compiuto il colpo è diventato lo “spogliatoio” e le Forze dell’Ordine sono, inevitabilmente, state identificate con l’”arbitro”. Alla fantasiosa metafora calcistica i malviventi hanno fatto ricorso anche per comunicare tra loro la notizia dell’arresto di tre criminali, inizialmente destinati ad effettuare il “colpo” a Misilmeri e tratti in arresto, la scorsa estate, per altro reato dalla Polizia di Stato. In quella circostanza Di Pasquale comunicò a Oriti che i tre sodali avevano fatto una partita a calcetto ed avevano vinto una coppa. Anche Oriti è criminale di rango ed ha rivestito un ruolo nevralgico nella realizzazione della rapina. Oriti, all’epoca del blitz, era infatti un detenuto domiciliare ed era costretto in regime di costrizione nel suo domicilio. Oriti ha quindi svolto il doppio ruolo di “basista” e “palo” in corso di rapina, avendo potuto apprendere e comunicare, in presa diretta, al Di Pasquale gli esiti dell’aggressione compiuta da Aiello e Varia. Questi ultimi, reclutati proprio dal Di Pasquale, facilmente, nel cuore della notte, avevano raggiunto l’appartamento attraverso il balcone ed avevano legato ed imbavagliato l’anziana vittima con nastro da imballaggio. A colpo sicuro, avevano poi trovato la cassaforte di casa, smurata con martelli e scalpelli. L’operazione era naturalmente durata più di qualche ora ed era andata avanti, nonostante le urla di aiuto dell’attonita anziana, parzialmente liberatasi dei suoi bavagli. Una volta divelta la cassaforte, per altro contenente pochi preziosi ed esigue quantità di denaro, Aiello e Varia si erano incontrati con il Di Pasquale al quale l’avevano consegnata in luogo sicuro. Sarebbe stato il malvivente a provvedere all’apertura della cassaforte con flex e strumenti di effrazione. I quattro sono stati identificati dai poliziotti e risultano reclusi presso la locale casa circondariale.ultimo

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