Boccadifalco, paura per il canale. Serve un intervento di bonifica

Redazione

Cronaca

Boccadifalco, paura per il canale. Serve un intervento di bonifica

18 Gennaio 2016 - 00:00

Il comitato per Boccadifalco è molto preoccupato per la situazione del canale di Boccadifalco. “A luglio del 2013 si annunciavano con tanto entusiasmo i lavori di bonifica, dopo circa 12 anni dall'ultimo intervento. Lavori che avrebbero bonificato e messo in sicurezza il torrente d'inverno che convoglia le acque meteoriche di una vasta area della città fino al fiume Oreto.  Ma la situazione  ancora oggi è ben diversa”. Il gruppo del comitato ha effettuato un sopralluogo per rendersi conto della situazione. A monte del torrente, in zona San Martino delle Scale, c’è spazzatura di ogni genere. Ed a valle, zona Via Nave, gli alberi alti ostruiscono il letto del torrente. “Quando partiranno veramente i lavori? – dicono dal comitato – E quando l’amministrazione comunale di Monreale predisporrà anch’essa i lavori di pulizia? Pulire la parte bassa non ha senso, se prima non si eseguono i lavori a monte”.  I lavori sono finalizzati ad eliminare il rischio di straripamenti ed il rischio idrogeologico e dovrebbero essere suddivisi in due fasi, di cui la prima appena iniziata durerà circa un mese e comprende la pulizia da rifiuti, rottami, vegetazione. Un secondo intervento straordinario, dal costo di circa 3,75 milioni di euro, partirà in autunno e prevede anche il consolidamento del canale. Il Canale Boccadifalco è un'opera pubblica per il drenaggio delle acque alluvionali realizzata nel 1932, a seguito di un violento nubifragio che per tre giorni, nel febbraio del 1931,  flagellò Palermo causando inondazioni ed allagamenti, che ebbero come conseguenza un elevato numero di vittime e danni ingenti. Per anni e tutt'ora però, a causa dell'enorme quantità di detriti e spazzatura riversata nel suo alveo e della mancanza di manutenzione,  il canale si trasforma, in estate, in un nauseabondo veicolo di miasmi, con possibili ripercussioni nocive sulla salute degli abitanti della zona, ed in inverno, esattamente all'opposto di quella che sarebbe la sua funzione, costituisce un pericoloso tappo che impedisce alle acque di scorrere, facendolo esondare ogni volta che si verifica una pioggia abbondante.

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