“Aquino dipinto stile Bronx… Ma la colpa è solo nostra”

Redazione

Aquino

“Aquino dipinto stile Bronx… Ma la colpa è solo nostra”
La lettera di un nostro lettore "dedicata ad uno dei posti che più mi sta a cuore"

“Aquino dipinto stile Bronx… Ma la colpa è solo nostra”

22 Settembre 2015 - 15:00

Oltre un mese fa, la nostra redazione ha affrontato la delicata questione della piazza di Aquino abbandonata (leggi qui). Lo ha fatto in questo articolo, ed in maniera più dettagliata all’interno del blog “Matita di legno” curato da Raimondo Burgio (leggi qui).

Qualche giorno fa ci ha scritto un nostro lettore. Una lunga lettera che prendeva spunto proprio dai nostri articoli. Ci ha chiesto di firmarsi “Tgware”, anche se il nome ce lo ha lasciato. Noi rispettiamo la sua richiesta. Nella lettera, parte con un dato di fatto: “Parlo di Aquino – dice – uno dei posti che mi sta più a cuore”.

Ed ecco una parte della lunga lettera che vogliamo condividere con i nostri lettori.

“Circa un mese fa, si è scritto su questa testata giornalistica, che “ad Aquino la piazza è uno scempio: malaffari, rifiuti e degrado”. Tutti sanno che lì spesso si svolgono malaffari e la sera la piazza si trasforma in un luogo off-limits. Va bene segnalare quello che non va a Monreale, ma intanto si denigra, se pur senza intenzione, Aquino uno dei posti che più mi sta a cuore, dipinto in un bel quadro stile Bronx. (…)

Allora curioso di conoscere come stanno le cose, vado in giro a chiedere cosa ne pensa la gente, manifestando il mio disappunto e cercando di capire quali malaffari potessero regnare qua, mi sentivo rispondere sottovoce, dall’omertoso, “ncà dai perché non si sa”? Perché tutti sanno ma … Dall’irreprensibile invece, mi veniva spiegato, con ripugnanza, quali erano sti “malaffari”. Ipotesi, ah! Perché chi me lo spiegava, integerrimo era, e a conoscenza ne era solo per sentito dire. Quindi niente di sicuro e io che di secondo nome faccio Tommaso, non credo se non vedo. Riflettendo però, rispondo, che da sempre ovunque, i “malaffari” si svolgono in piazza. Nelle piazze è facile incontrarsi, se non li fai in piazza i “malaffari”, dove li fai? Il mondo intero è pieno di “malaffari”, o pensate che Venezia sia solo gondolieri e acqua alta? O che i conti cifrati per le grandi evasioni fiscali in Svizzera siano solo leggenda. Per non citare Roma Mafia Capitale. Non voglio dire, perché esistono altrove giustifico quelli di casa nostra ma non capisco perché tanto scalpore, e poi quelli della piazza di Aquino, se mai ci fossero, sono talmente di poco conto che il vicino comando dei Carabinieri se ne disinteressa, forse tutti sanno tranne loro? O forse perché di malaffari davvero qui non se ne fanno. Anche la nostra cara amministrazione si disinteressa di noi, perché a un mese dalla denuncia in piazza nulla è cambiato?! Erba alta, sporcizia, luci accese anche di giorno come le motociclette, e soprattutto spazzatura a tutte le ore come se dell’ordinanza per il conferimento nessuno ne fosse a conoscenza, e cosa dire della pericolosità dei contatori elettrici a ridosso della piazza?

Tutto questo dispiace e mi rattrista. Questo posto con il suo cielo azzurro e le montagne maestose mi affascina. La mattina la luce dell’alba è di una bellezza indiscutibile, la sensazione di pace quando la giornata volge al termine, la felicità di tornare a casa e quindi di vivere in questa terra mi possiede come se ne avessi nostalgia, ma si può avere nostalgia di qualcosa che si possiede già? Sì nel momento stesso che si teme di poterla perdere, tante volte ho avuto la folle idea di scappare ma poi vince il coraggio, perché penso ci voglia più coraggio a restare e lottare che mollare tutto e andare via. Questo è ciò che la gente dovrebbe provare, circondati da questo sole e da questo azzurro, se solo sapessimo insegnare ai giovani l’arte del vivere, del rispetto e della stima per l’ambiente. Ma ci sono modelli di comportamento che incoraggiano l’indecenza, esistono condizioni sociali che possono esaltare o spregiare i nostri valori secondo la propria percezione della vita. Nessuno può scrivere le regole di comportamento più adeguati senza considerare l’amore per l’ambiente che ci circonda, prenderci cura del nostro ambiente ed educare i nostri figli al meglio delle nostre capacità, al fine di avere una società più ragionevole, al fine di avere quello che ci meritiamo.

Se pensate di meritare “malaffare, rifiuti e degrado” per la vostra città, allora girate la testa dall’altra parte e fate finta che tutto va bene. Ma se pensate di meritare molto di più, e non quello che è stato fino ad oggi, allora fate la vostra parte, basta poco, basta comportarci come a casa nostra, perché in fondo la piazza è casa nostra. Quando si pensa a una città dove regna “malaffare, rifiuti e degrado” si pensa che quella città non valga molto, e allora anche il valore materiale oltre che morale ne soffre.

Non mi posso scordare quella mattina di circa vent’anni fa, eravamo una comitiva, diretti al mare cercavamo una spiaggia, qualsiasi basta che fosse pulita. Arrivati dalle parti di Alcamo ci fermiamo e posteggiamo l’auto all’ombra di un telone che sembrava messo apposta lì per noi, ci guardiamo intorno, questa ci pare buona e ci incamminiamo, era una spiaggia senza alcuna attività commerciale, appena entrati, incontrammo un omino che puliva e raccoglieva gli ultimi residui sulla sabbia, il mio amico curioso, gli chiese per conto di chi faceva quel lavoro, lui rispose che lo faceva per conto suo, ma… ribatte il mio amico, ma questa spiaggia è sua? “nzù” rispose l’omino alzando la testa, il tipico “no” di noi siciliani! Mi perdoni buonuomo ma allora, cu […] cciù fa fari? A puliziari a spiaggia, sutt’o suli a scattari ru cavuru? L’omino si girò indicando la strada, e fa. Lo vedi quel telone? L’ho montato io. E lei la vede quella macchina sotto il telone? È la mia. Mi fa piaciri, facitivi i bagni ca a machina va guardu iu. Era semplicemente il posteggiatore abusivo di quel posto, poi ci spiegò che più la spiaggia era pulita e più macchine si fermavano a posteggiare e lui poteva portare a casa la pagnotta per sfamare la sua famiglia. Quell’omino ci aveva appena dato una lezione di vita. Ancora me ne ricordo, perché mi ha insegnato che circondati di munnizza e degrado abbiamo solo da perdere e niente da guadagnare”.

Rimaniamo in attesa che le Amministrazioni compiano il loro dovere, facendo la loro parte, intanto noi cerchiamo di fare la nostra, per dare un segnale, e uniti faremo la differenza. Grazie. TGWARE

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