Monreale, la delibera di Giunta che fa ridere ed il Santa Caterina già disastrato

Raimondo Burgio

Matita di Legno

Monreale, la delibera di Giunta che fa ridere ed il Santa Caterina già disastrato
Occorre che i monrealesi prendano consapevolezza...

23 Giugno 2015 - 13:33

Mi domando spesso nell’atto di accostarmi al testo quali potranno essere le conseguenze di quanto io stia scrivendo.

Il ruolo di chi impugna la penna può avere un carattere descrittivo e prettamente giornalistico, o di taglio più editorialista. Mai comunque asservito alle logiche di un padrone che prezzola il tuo pensiero come invece troppo sovente accade nelle testate meno blasonate.

È per tale ragione che oggi, mi permetto di stravolgere l’angolazione del punto di vista che normalmente assumo nel dedicarmi ai fatti del paese. Leggo con notevole disappunto un fil rouge che sottende l’approccio generale alle cose, e ne cito alcune per farvi capire a cosa mi riferisca.

Mi imbattevo  nel mese di gennaio in un documento della Giunta (http://www.comune.monreale.pa.it/public/atti/8637_5892.pdf) resto sbigottito poiché prendo consapevolezza che il nostro comune ha intenzione di fondare “una istituzione permanente, senza scopo di lucro, al servizio della società e del suo sviluppo, aperta al pubblico, che compie ricerche sulle testimonianze dell’umanità e del suo ambiente” secondo i dettami della definizione che l’Icome (International Council of Museums) da per “museo e “avrà ad oggetto la storia, la cultura, le tradizioni, usi e costumi di Monreale e del suo territorio, dalle origini ai nostri giorni”

Tra le varie attività citate e sbandierate in questa carta di intenti dovrebbe:

  • curare l’inventariazione, la catalogazione e la documentazione dei beni di propria pertinenza;
  • assicurare la conservazione, la manutenzione ed il restauro di tutti i beni di propria pertinenza;
  • garantire la loro salvaguardia e la loro sicurezza;
  • rendere accessibile al pubblico il patrimonio;
  • promuovere iniziative didattiche e educative atte a favorire e a diffondere la conoscenza e la fruizione pubblica dei propri beni;
  • affidare la conservazione e valorizzazione del patrimonio monumentale, storico, artistico, letterario ed etnoantropologico, con il compito in prospettiva di creare un sistema museale urbano e territoriale, integrato nella rete museale regionale e nazionale
  • curare e aprire al pubblico la biblioteca specializzata, l’archivio e la documentazione dei beni di propria pertinenza, l’archivio fotografico degli stessi beni e del patrimonio mobile e immobile presente nel territorio.

Vi prego di soffermarvi sul fatto che queste sono parole della nostra Amministrazione rese pubbliche in un formale atto della attuale Giunta.

E io sono qui a ridere da mesi…

Cosa mai vogliono diffondere, tutelare, preservare, valorizzare se non forse i loro incarichi da politico?

Penserei questo da umile cittadino o vestendo la casacca di un qualunque oppositore pressappochista.

La realtà è ben diversa. Mi domando quanti secoli devono ancora passare perché io smetta di ridere per le promesse da politico inconcludente? Io sono consapevole della inettitudine di molti “funzionari”, ma è lì che non giustifico un agire politico succube di una casta dirigente in grado di interrompere un proclamato cammino di cambiamento.

Un Manager inefficiente e inefficace all’interno delle vere aziende deve rispondere dei numeri e dei successi conseguiti altrimenti viene esautorato. Chiaro amico Sindaco e Assessori della Giunta?

Il noto ex Ospedale Santa Caterina veniva predisposto per l’Archivio e la biblioteca, e poi si scopre (sic!) che manca la predisposizione per l’antincendio, non appena restaurato la facciata mostra evidenti segni di infiltrazioni di acque non del tutto eliminate, le travi lignee diffondono tarli che attaccano anche la cellulosa dei preziosi documenti dell’Archivio Storico Comunale e poi il tutto non è corredato di opportuno impianto di climatizzazione per svariato tempo…

Ma di che progettisti e tecnici interni vi avvalete?

Nel realizzare uno spazio che accoglie archivi e biblioteche è assolutamente normale prevedere il calcolo per il Carico di incendio in relazione alla destinazione dei locali, agli arredi, alle tipologie di materiali presenti, per non parlare del totale delle criticità qui descritte e sotto gli occhi di tutti.

Stessa cosa accade quando organizzate un bellissimo concerto con l’Orchestra Sinfonica Siciliana. Programma bellissimo, intenzione più che lodevole, ma nessuno si accorge che la normativa prevede specifiche autorizzazioni per gli spettacoli pubblici? Ma chi deve conoscere le leggi? Che consulto e apporto si opera con il know-how della Polizia Municipale?

Non scendo poi nella aneddotica di due tre piccoli esercizi commerciali che si lamentano a contorno, che a mio avviso fanno solo folklore e alzano la tiratura dei nostri giornali. Anche loro non dovrebbero parlare poiché spesso occupano suolo pubblico in modo indecente e smodato e dovrebbero contenere spazi e parole.

Altrimenti proporrei di portare la Sinfonica a Pioppo o a Grisì per operare una vera e più ampia diffusione dei valori culturali propugnati nei documenti estesi dalla Giunta. Cerco di capire perché funziona il Fondo archivistico dentro il complesso Guglielmo (sotto l’egida forse dell’Ordine Costantiniano?) e il patrimonio dell’Archivio debba deperirsi in tale modo indegno disperdendo anche le risorse umane che vi operavano?

E nel chiudere questa lamentatio, voglio rivolgere un ricordo affettuoso a quanti proprio per l’incuria, la superficialità e la leggerezza di alcuni datori di lavoro ancora oggi perdono la vita.

Ero dinanzi la cava a Tommaso Natale quando un lavoratore ha finito la sua esistenza montando delle reti para massi e conoscevo personalmente Piero Lucido. Sono convinto che nulla ce li riporterà in vita. Restano nel mio cuore i loro gesti semplici, quotidiani. Erano persone consapevoli di donare ai propri cari il frutto del loro impegno. Ci sussurrano una cosa: pensate a un mondo complesso, fatto di variabili e possibilità anche negative, pensate in modo sistemico e programmate. Ci gridano: non permettete che altri dilanianti lutti facciano famiglie di orfani.

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