Migranti/2, la gestione sicurezza fa acqua da tutte le parti

Redazione

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Migranti/2, la gestione sicurezza fa acqua da tutte le parti
Tantissimi carabinieri in campo che non hanno potuto impedire, però, la fuga dai centri di accoglienza

Migranti/2, la gestione sicurezza fa acqua da tutte le parti

14 Aprile 2015 - 09:14

Tutte le falle di sicurezza sono emerse anche stamattina a Monreale. Cose conosciute e risapute, ma nel monrealese quasi mai si era avuto a che fare con un flusso così “importante” di migranti. Dal Porto di Palermo sono stati trasferiti a bordo di pullman 450 persone. Dai Carabinieri apprendiamo che questi non sono stati correttamente identificati all’arrivo stanotte. Proprio gli uomini dell’Arma, impegnati sul controllo del territorio, non hanno potuto far altro che pattugliare costantemente il territorio, con un grande impiego di uomini e mezzi: obiettivo quello di controllare queste persone ed evitare il solo tentativo di compiere un reato.

Ma il territorio monrealese è molto vasto ed i migranti sono stati avvistati dappertutto: non solo in Circonvallazione, ma anche nelle zone periferiche e perfino in piazza, a due passi dai turisti in attesa di entrare al Duomo. Proprio questo aspetto ha evidenziato le criticità di un sistema che non funziona per niente. Perché queste persone, che, per carità, vanno accolte, perché in fuga da drammi che nemmeno riusciamo ad immaginare, vanno in qualche modo regolamentate. È assurdo che siano liberi di fare quello che vogliono e di stravolgere la vita di un’intera comunità. Il Duomo rimane uno degli obiettivi sensibili per il terrorismo e non possiamo mai sapere chi c’è a bordo di queste carrette del mare, che non sempre trasportano solo persone sfortunate. La tensione in piazza oggi era palpabile, tra commercianti, Forze dell’Ordine e turisti.

Il problema dell’immigrazione “va risolto alla radice”, stabilizzando la Libia, ha detto il ministro degli esteri, Paolo Gentiloni a Radio24. “È un po’poco che una superpotenza economica come l’Ue spenda 3 milioni al mese”, ha aggiunto, ribadendo che vanno colpite “le organizzazioni che fanno questo traffico e stabilizzare la Libia”.

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