Palermo, non si arrende al divorzio, 30 telefonate al giorno e minacce alla moglie

Redazione

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Palermo, non si arrende al divorzio, 30 telefonate al giorno e minacce alla moglie
L'uomo era già stato denunciato

Palermo, non si arrende al divorzio, 30 telefonate al giorno e minacce alla moglie

26 Aprile 2014 - 14:00

Agenti della Polizia di Stato, appartenenti al Commissariato Politeama, hanno tratto in arresto B.R.,  31enne pregiudicato palermitano, ritenuto responsabile del reato di stalking. Violenze, persecuzioni ed atteggiamenti ossessivi di un marito sulla moglie hanno, dapprima, corroso e compromesso il rapporto coniugale per poi varcare il perimetro domestico e raggiungere anche elementi e contesti, apparentemente estranei alla coppia. È accaduto a Palermo, protagonisti della vicenda una donna 28enne, madre di due figli avuti da un precedente compagno ed il coniuge, sposato da circa due anni. Amore, disillusione e stalking, queste le tre fasi che hanno scandito gli ultimi due anni di vita della vittima, portando all’inevitabile epilogo dell’arresto del suo compagno. Secondo un consolidato clichè nei casi di genere, la donna aveva inizialmente sottovalutato le minacce e le violenze del marito dedito all’alcool, emerse sin dai primi mesi di vita coniugale. Una sottovalutazione legata forse alla paura o forse alla volontà di tenere in vita il legame con il marito che, però, aveva sortito l’unico effetto di acuirne l’atteggiamento vessatorio, ingenerando anzi nel coniuge l’idea di essere “padrone” del rapporto di coppia. In un paio di circostanze la donna aveva denunciato gli atteggiamenti soffocanti dell’uomo che, tra le altre cose, le aveva impedito di parlare con altri uomini, all’infuori della cerchia dei parenti affini e le aveva proibito anche la semplice uscita per far la spesa. Le denunce, nel giro di poco tempo, erano state però ritirate. Nel settembre 2013, la decisione irrevocabile di abbandonare il tetto coniugale e chiedere ospitalità presso una struttura di accoglienza. La donna ed i suoi piccoli figli, da allora, sono stati riprotetti presso una casa famiglia e la vittima ha formalmente avviato le pratiche per la separazione. La decisione ha particolarmente colpito il marito che, dopo un periodo di calma apparente, sulla base di un malinteso senso coniugale, ha ritenuto di “riprendersi” ciò che gli spettava: ha così attuato nei confronti della donna una ancor più pressante azione di disturbo e di minaccia che ne ha soffocato la libertà personale anche all’interno della casa famiglia. Al ritmo di una trentina di telefonate al giorno, l’uomo ha tentato in tutti i modi di contattare la donna fin quando ha deciso di stazionare sotto la struttura per giorni interi, a bordo della sua automobile. Negli ultimi tre giorni, in più circostanze la donna, nel corso delle sue ormai sporadiche puntate al balcone dell’appartamento che la ospitava, è stata minacciata ed apostrofata con epiteti irripetibili. Quando lo stalker ha persino preso di mira responsabili ed altri ospiti della struttura, minacciandoli di ritorsioni e vendette se non gli avessero riconsegnato la moglie, la misura è stata colma. La Polizia è stata avvisata degli atteggiamenti intimidatori del marito e quando gli agenti si sono recati presso la casa famiglia nelle cui adiacenze hanno intercettato ed identificato lo stalker, lo hanno tratto in stato di arresto.

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