Precari della polizia locale, nasce in Sicilia un coordinamento nazionale

Redazione

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Precari della polizia locale, nasce in Sicilia un coordinamento nazionale
A dirigerlo sarà il monrealese Castrense Ganci

09 Dicembre 2013 - 12:00

In Italia sarebbero 20 mila. 1.500 solo in Sicilia, 200 in Sardegna. Sono gli agenti precari della polizia locale. E proprio dalla Sicilia parte un’iniziativa importante che avrà il compito di tutelare “questo esercito” invisibile che in molti comuni rappresenta oltre il 50 per cento del personale in servizio. Ad Oristano, infatti, è nato il primo coordinamento nazionale dei precari della polizia locale. Sicilia e Sardegna si sono uniti con un obiettivo comune, cioè quello di portare una voce unica al Governo nazionale sulle varie problematiche che affliggono questo settore.

A promuovere questo coordinamento, l’Anvu, l’associazione nazionale vigili urbani. Castrense Ganci è il vicepresidente ed ha ricevuto la delega di coordinatore nazionale. “Era da 4 anni che lavoravo a questo progetto – dice Ganci -. Da tempo avevo colto i segnali che era necessario formare un coordinamento dei precari, perché esiste gente che non sa nemmeno che esista questo problema, che un agente della municipale possa essere un precario. In Italia il fenomeno è molto nascosto”.

L’obiettivo del coordinamento è quello di far fare al Governo nazionale passi indietro su alcune normative attuali: la prima, e forse quella più importante, è quella di istituire delle vere e proprie scuole di formazione di polizia locale per formare gli agenti del territorio. “Oggi prima si fa un concorso, poi avviene la formazione – spiega Ganci -. Quando dovrebbe essere il contrario. Cioè, si viene formati e si fa un concorso. Noi come Anvu mettiamo a disposizione i nostri docenti, che sono comandanti di polizia municipale, magistrati o docenti universitari, a titolo gratuito per fare questi corsi. Quelli che vengono svolti dalla varie regioni, invece, vengono fatti in maniera sporadica e con docenti che vengono delegati su nomina regionale. E non è detto che abbiano la divisa”.

In Sicilia, in molti comuni, ci sono precari da 10/12 anni e spesso, questi rappresentano l’80/90 per cento della forza lavoro della polizia locale di quel comune.

“Intanto – spiega Ganci -, abbiamo inviato ai comuni un questionario che ci faccia comprendere quanto sia esteso il fenomeno del precariato della polizia locale. Nostre informazioni, parlano di almeno 20 mila soggetti. Poi chiederemo al Governo di riconoscere lo status di precari agli agenti della polizia locale e di riservare loro quello che attualmente esiste con chi ha effettuato la ferma breve con le altre forze di polizia, ossia dei posti riservati nei concorsi. Infine chiederemo delle modifiche alle graduatorie: i limiti di età devono essere cancellati. Spesso viene penalizzato qualcuno che ha fatto 4/5 anni di precariato da chi entra in graduatoria solo perché “amico” di qualcuno. Il precario, quello che ha svolto per anni il suo lavoro per strada, è una figura molto professionale che va tutelata. A Palermo, per esempio, sono in 180 e sono tra gli agenti più professionali di cui il Comune dispone. Una professionalità che non va persa”.

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