Polizia municipale, la caserma cade a pezzi, i sindacati: ”Ora basta”

Redazione

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Polizia municipale, la caserma cade a pezzi, i sindacati: ”Ora basta”
LE NOSTRE INCHIESTE - Terza puntata dei nostri articoli dedicati ai vigili. Oggi l´ultimatum dei sindacati al Sindaco non solo per mettere in sicurezza gli uffici, ma anche per il ruolo di comandante

23 Settembre 2013 - 10:06

La terza puntata della nostra inchiesta sulla polizia municipale di Monreale è dedicata alla caserma. Uno spunto di riflessione che ci viene fornito anche dal sindacato Diccap, dipartimento camera di commercio-autonomie locali-polizia municipali, confsat e cesi. Nei giorni scorsi, il coordinatore regionale del Diccap Donato Giglio è stato a Monreale, per visionare con i propri occhi la situazione ormai al collasso del comando della polizia municipale di Monreale. Ed ha lanciato un ultimatum: dieci giorni di tempo per cominciare a sistemare le cose prima di avvisare gli organi competenti.

Giglio ha scritto una lunga lettera a vari componenti dell’amministrazione, raccontando quello che ha visto e sentito, soprattutto “notizie circa l’organizzazione del lavoro francamente sconcertanti”.

Inoltre, continua Giglio, “ho avuto modo di verificare lo stato di abbandono, e la fatiscenza in cui versano i locali della Polizia Municipale”. Cavi elettrici scoperti, tetti letteralmente cadenti, locali centralino adibiti a spogliatoio, assenza di qualsiasi pur minimo intervento di sicurezza nel totale disinteresse degli organi preposti. “Non si tratta dunque di portare avanti le ragioni dei dipendenti alle quali possono agevolmente essere contrapposte le ragioni della Pubblica Amministrazione; spending review e tutte le altre difficoltà reali, che oggi chi amministra deve giornalmente affrontare – dice Giglio -. Se ognuno si impianta nella sua posizione è sicuro che non ne guadagnerà la Pubblica Amministrazione ne d’altro canto potrà averne un vantaggio il dipendente. Ma dalle mie parti si suole dire che dove c’è vista non occorre prova, un detto che rende in questo caso inutile ogni commento”. Che poi prosegue: “Lo stato pietoso di abbandono e fatiscenza in cui versa il Comando di Polizia Municipale, l’estrema pericolosità per l’utilizzo dei locali, impongono immediati rimedi non procrastinabili, in assenza dei quali trascorsi dieci giorni da oggi saremo costretti, ad richiedere l’intervento degli organi preposti per la salvaguardia della vita umana”.

Dieci giorni sono obiettivamente pochi per iniziare anche solo a pensare di iniziare qualche lavoro all’interno dei locali della polizia municipale: “Desideriamo prendere visione del documento di valutazione del rischio che il responsabile del servizio protezione e prevenzione ha per legge realizzato. Sarà interessante capirne ed apprenderne il contenuto”.

Ma Giglio non si ferma qui e punta il dito contro il sistema organizzativo della polizia municipale: “Sotto l’aspetto organizzativo delle attività lavorative, ed il rispetto della dignità dei lavoratori,

che dire non ci rimane che provare vergogna. Non vogliamo certo offendere o danneggiare alcuno,  ma piuttosto tutelare, nel modo che riteniamo più efficace, i valori fondamentali sui quali deve reggersi la nostra attività Istituzionale; onestà, trasparenza, cultura, meritocrazia, spirito di appartenenza ed efficienza. Ci sembra che questi valori, nel comune di Monreale, siano venuti un po’ meno e che questa caduta, in larga parte, non si possa imputare solo ad un’irresponsabile quanto diffuso “modo di fare politica”, ma va imputata anche se non addirittura soprattutto anche ai dirigenti che sono pagati per “gestire” e non per assecondare la politica”. Un attacco grave, ma che Giglio precisa: “Non si vuole certo affermare che tutti i Dirigenti siano irresponsabili o in malafede, ma che si registri un certo lassismo è innegabile”.

Poi il coordinatore fa la lista delle cose che non vanno:

  • In questo Ente viene frapposto fra il Comandante della Polizia Municipale ed il Sindaco, un dirigente amministrativo senza qualifica di PG e PS. Oltre alla circostanza che la legge lo vieta tassativamente, e l’Assessorato Regionale su specifiche segnalazioni è intervenuto ripetutamente nei comuni che avevano violato tale norma, invito a riflettere su una circostanza abbastanza chiara che vorrei fare notare: La corrispondenza indirizzata alla polizia municipale può essere aperta e/o esaminata per legge solo da ufficiali/agenti in possesso della qualifica di P.G. dello stesso comando; Senza eccezione  alcuna anche per il protocollo! (Artt. 329 c.p.p. e 326 c.p.) ricordando fra l’altro, l’obbligo del Segretario Comunale, in quanto Pubblico Ufficiale di segnalare le violazione alla Procura competente ai sensi dell’art 331 e 347 c.p.p.;
  • Quasi tutti gli operatori della Polizia Municipale sono sprovvisti di divisa del corpo ed i pochi che ancora ne posseggono una la conservano come cimelio vista la vetustà e lo stato indecente in cui la stessa versa. Eppure per legge i proventi delle contravvenzioni nell’ultima sua modifica l’art 208 cds li destina almeno nella misura del 12% all’acquisto di mezzi e strumenti di sicurezza ivi comprese le moderne divise munite di dpi individuali obbligatori;
  • La Polizia Municipale attua la turnazione dunque il Comando è una struttura turnante, e quindi tutti gli appartenenti alla struttura se non espressamente esonerati dal turno per motivi di salute, al di là del loro impiego operativo per esigenze di servizio a loro non imputabili, hanno diritto di percepire l’indennità di turnazione;
  • I piani di produttività ed efficienza della polizia municipale sono per legge destinati a tutto il corpo al di là della loro funzione poiché e innegabile che ognuno al di là del proprio impiego apporta seppur in misura diversa un contributo per il raggiungimento dell’obiettivo, diversamente argomentando si violano specifiche norme di legge e di contratto;
  • I piani obbligatori di produttività in misura almeno al 12% dei proventi delle contravvenzioni sono obbligatori e destinati non solo a chi opera in viabilità, ma a tutti coloro che intervengono a vario titolo nel procedimento.

“Auspichiamo immediate operazioni di ripristino, del diritto e del rispetto delle norme contrattuali – conclude Giglio -. Avvertiamo doverosamente che in assenza di riscontro alla presente trascorsi dieci giorni, saremo nostro malgrado costretti a svolgere il nostro compito istituzionale investendo le diverse autorità competenti per tutto quanto anche qui non elencato”.

L’INCONTRO STAMATTINA A VILLA SAVOIA CON CISL FUNZIONE PUBBLICA

Intanto stamattina a Villa Savoia, si è svolto l’incontro fra le organizzazioni sindacali e l’amministrazione comunale, rappresentata dalla dirigente delle risorse umane, Rita Curcio, per la concertazione in merito al piano di miglioramento dell’efficienza dei servizi della Polizia Municipale.

“Ritengo che si possa affermare che la riunione è stata proficua – dichiara il segretario aziendale della Cisl-Funzione Pubblica, Nicola Giacopelli – in quanto, dopo ampia ed approfondita discussione, abbiamo tutti concordato sull’esigenza di semplificare e snellire la proposta di “piano” presentata dall’amministrazione, nell’ottica di un miglioramento realisticamente realizzabile dei servizi gestiti dalla Polizia Municipale, non dimenticando ovviamente la circostanza che il Corpo, com’è ben noto, presenta da tempo una carenza di organico tutt’altro che trascurabile”.

All’incontro di stamani hanno partecipato, oltre a Giacopelli, gli esponenti sindacali Maurizio Comparetto (FP-Cgil) e Fortunata Farinella (Csa), nonché i componenti della RSU Pino Lo Presti, Daniele Rincione e Silvio Russo. All’approvazione del piano, per la cui attuazione l’Ente beneficerà di un apposito contributo regionale, dovrà adesso provvedere il Consiglio comunale, nell’ambito dell’esercizio delle proprie funzioni di organo di indirizzo e controllo. Per domani pomeriggio è in programma un nuovo confronto tra le parti per la definizione dell’accordo decentrato sul salario.

Leggi le precedenti puntate:
Senza divise e senza auto
Con gli uomini contati

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