L'”inferno” di via La Pira. Un residente: “Ora basta”

Redazione

Cronaca

L'”inferno” di via La Pira. Un residente: “Ora basta”
Cinque garage occupati abusivamente, urla, schiamazzi, minacce. Ecco il racconto di chi vive in zona e che è stanco di essere stato abbandonato dalle istituzioni e dalle forze dell´ordine

L'”inferno” di via La Pira. Un residente: “Ora basta”

30 Aprile 2013 - 12:00

Lo chiama “inferno”. Ma non sembra un paragone esagerato. Un residente di via La Pira (non riveleremo il suo nome per tutelare la privacy e non metterlo ancora di più a rischio viste le minacce subìte) racconta la quotidianità di casa sua. Fatta di musica ad alto volume, grigliate improvvisate, schiamazzi notturni, malaffare.

I protagonisti in negativo della vicenda sono cinque famiglie che hanno occupato abusivamente altrettanti garage di proprietà dello Iacp, l’istituto autonomo case popolari. Ora la “vittima” dei soprusi, ha detto basta. E denunciato tutto alle autorità competenti che, attraverso un legale (non riveleremo nemmeno qui il nome per tutelare la persona) sta portando avanti la denuncia per tentare di arginare il fenomeno che dura ormai da parecchio tempo. Una vicenda che inizia nell’ombra, quando alcune persone occupano in maniera del tutto abusiva i garage che si trovano in via Pio La Torre.

Da quel momento scattano i problemi per i residenti della zona. Costretti a sopportare musica ad alto volume fino a tarda notte, via vai continuo di persone, lavori dentro i garage (ma non sono stati confermati), in maniera del tutto abusiva. Bambini che giocano ed urlano a qualsiasi ora del giorno per strada. E poi parcheggio selvaggio, grigliate per strada. E, come se non bastasse, minacce a chi “non si fa i fatti propri”. Ormai il residente, come gli altri, si sono abituati a vivere in queste condizioni.

Non sono bastate le decine di segnalazioni fatte al sindaco Filippo Di Matteo. E nemmeno la polizia municipale fa niente. I Carabinieri intervengono solo se chiamati. Poi le cose tornano “alla vecchia maniera”. Il legale sta organizzando una raccolta di firme nel quartiere per chiedere al prefetto, al sindaco ed alle forze dell’ordine il ripristino della legalità nella zona. “Perché noi – dice il residente – vogliamo solo questo”. Ed invece, molti si ritrovano con i giardini pieni di rifiuti gettati da queste persone, alberi spezzati, piante sradicate. “Orami siamo stanchi ed abbiamo paura. Qualcuno deve fare qualcosa per noi”.

Nessuna replica, purtroppo, dal comando della polizia municipale e dal sindaco Filippo Di Matteo.

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