Cani nella villa, il sindaco mantiene l’ordinanza

Michele Ferraro

Cronaca

Cani nella villa, il sindaco mantiene l’ordinanza
Rimarrà in vigore il divieti di accesso per gli "amici a 4 zampe". Il sindaco Di Matteo: "Per garantire le condizioni igieniche dei bambini"

Cani nella villa, il sindaco mantiene l’ordinanza

13 Marzo 2013 - 10:00

“Caro Sindaco,

siamo Ares e Attila, due cucciolotti monrealesi che vivono, per fortuna, in una casa. La nostra padrona si chiama Marina ed, oltre a darci da mangiare e prendere cura di noi, ci porta a spasso per permetterci di fare i nostri bisogni. Ma non può farci andare nella villa, perché lì non possiamo entrare”.

Inizia così una simpatica lettera inviata da Marina Ferrante al primo cittadino di Monreale, Filippo Di Matteo. Marina è una ragazza che,  come tanti, si è circondata dell’affetto di due cani. Ma i cani, si sa, hanno le loro esigenze. E per fare i loro bisogni devono “essere portati” a spasso. Marina, però, e ce ne sono tanti, ha rispetto del proprio paese ed esce sempre munita di sacchetto e paletta per rimuovere gli escrementi dei loro cani. Ma non può portare i suoi cani all’interno della villa comunale. Perché un’ordinanza ne vieta l’ingresso. “La villa è forse l’unico posto dove poter far passeggiare i cani -dice Marina Ferrante –. Basterebbe solo portare i nostri “amici a 4 zampe” al guinzaglio ed avere cura di lasciare sempre pulito. I cani hanno bisogno di sgambettare tra i viali alberati e non sempre tra pedoni ed automobili”. La proposta di Marina è semplice: eliminare l’ordinanza che vieta l’accesso ai cani nella villa comunale, inserire un regolamento apposito per i padroni dei cani e multare i padroni indisciplinati che lasciano strade e marciapiedi con “i ricordini” dei nostri amici, che non hanno grandi colpe.

La replica del Sindaco: “Un divieto in vigore da parecchio tempo e che si è reso necessario visto che la villa è frequentata soprattutto da bambini. Ed era inconcepibile che i bambini dovessero giocare nello spazio verde attorniati dalle feci dei cani che i loro padroni non provvedevano a rimuovere. La villa era diventata una sorta di stalla. E per colpa di qualche padrone di cane incivile il divieto si è reso necessario, per permettere ai bambini di giocare in un luogo, l’unico del paese, in maniera sicura ed igienica“.

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