Forestali, la richiesta a Musumeci: “Sue parole infelici: ci incontri”

Giorgio Vaiana

Cronaca - Botta e risposta

Forestali, la richiesta a Musumeci: “Sue parole infelici: ci incontri”
La replica del sindacalista Totò La Corte alla parole del presidente della Regione siciliana

Forestali, la richiesta a Musumeci: “Sue parole infelici: ci incontri”

13 Agosto 2019 - 11:00

Gli incendi di San Martino hanno scatenato le ire del presidente della Regione siciliana Nello Musumeci. Che non è andato per il sottile e ha puntato il dito sui criminali che bruciano il territorio, ma anche parlato dei forestali. Il 90 per cento di loro, secondo il presidente Musumeci, sono dele brave persone, “ma il 10 per cento sono delle mele marce. Io spero di farli arrestate e di farli marcire in galera”.

A queste parole ha replicato Totò La Corte, segretario provinciale dello Snaf, il sindacato autonomi dei forestali che raggruppa circa 2.000 associati nell’Isola: “E’ vero che il presidente Musumeci punta il dito non su tutta la categoria, ma solo su una parte. Ma fa passare un messaggio sbagliato – dice La Corte – Le mele marce ci sono dappertutto. E’ vero che costiamo 180 milioni di euro l’anno, ma è il costo di un solo mese di sedute e stipendi dei parlamentari della Regione. Noi abbiamo sempre detto e continuiamo a dire una cosa: la stabilizzazione permetterebbe di avere più presenza dul territorio e si scongiurerebbero questi episodi”.

Poi La Corte attacca: “Musumeci probabilmente è un po’ disinformato – dice – e rispetto a prima le cose sono notevolmente cambiate. Si ricordi che sui forestali ha fatto un’intera campagna elettorale, aveva detto che li avrebbe resi utili per tutto l’anno. E invece segue la scia lasciata dal suo predecessore Rosario Crocetta”. I problemi dei Forestali sono tantissimi secondo La Corte: “Dalle torrette che chiudono per mancanza di personale – dice La Corte – passando alla mancanza di equipaggiamenti e di mezzi. I forestali oggi sono 19 mila eppure la Regione continua a stanziare i soldi sempre per 24 mila persone. Un giorno dovranno spiegare perché”.

Per il sindacalista c’è una sola soluzione: “Occorre rafforzare il servizio antincendio. Negli ultimi due governi, e mi riferisco a Lombardo e Crocetta, il nostro comparto ha solo subìto disastri. Colpa anche della dirigenza. E a Musumeci chiediamo questo: azzeri tutto. Si ricominci da un anno zero. Metta anche negli uffici persone competenti, che capiscano come si fa questo estiere, che abbiamo chiaro in testa come va gestito questo particolare e delicato servizio. L’emergenza di quest’anno era molto previdibile. Noi lo avevamo detto. E si doveva pensare a questi eventi catastrofici. Servono persone capaci per capire come gestire questa forza lavoro. Non ci vogliono scienziati o chissà quali manager”.

I boschi in Sicilia ci sono “grazie ai nostri nonni – dice La Corte – Ora è compito nostro tutelarli. Ma non c’è stata crescita per la cattiva gestione e per la gente incapace che si trova nelle stanze dei bottoni che hanno reso inutile tutto questo personale. Noi siamo andati a spegnere gli incendi anche senza attrezzature, per amore dei boschi, assumendoci i nostri rischi. Non dicano che siamo noi i responsabili di questi incendi. Dietro ci sono altre mani. Musumeci venga nei boschi, visiti le postazioni. Si renderà conto di persona della situazione che stiamo vivendo. Ci sia un confronto con i forestali. Anche pubblico. Lui aveva detto che i forestali non avrebbero riposato un giorno e che sarebbero stati utilizzati anche nelle coste, nelle spiagge, nei parchi archeologii nei musei e nelle strade. Deve avere il coraggio di incontrarci. Ma si ricordi che non siamo nei boschi per bruciarli. Un bosco per noi vuol dire pane. Se brucia viene meno il nostro lavoro”.

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