La vicenda del presunto traffico di rifiuti, la precisazione del legale della Ecogestioni

Redazione

Palermo

La vicenda del presunto traffico di rifiuti, la precisazione del legale della Ecogestioni

La vicenda del presunto traffico di rifiuti, la precisazione del legale della Ecogestioni
31 Gennaio 2019 - 08:57

Riceviamo e pubblichiamo la precisazione del legale delle Ecogestioni in relazione alla vicenda del presunto traffico di rifiuti tra Palermo e Mantova, che vede coinvolte anche Sereco e Alto Belice Ambiente.

L’avvocato Fabio Vanella, difensore del signor Michele Raspanti, ha precisato che: “In merito alle notizie diffuse dalla Vostra testata giornalistica, circa la notifica da parte del Corpo Forestale dello Stato di un avviso di conclusione delle indagini afferente ad un ipotizzato traffico illecito di rifiuti, nel quale sarebbero coinvolte le aziende SERECO s.r.l. ed ECOGESTIONI s.r.l., al fine di assicurare completezza al quadro delle informazioni rese, e conseguentemente di evitare ogni pregiudizio al proprio assistito ed alle aziende da lui rappresentante, precisa quanto segue.

“L’avviso in questione attiene ad una verifica eseguita dal Corpo Forestale dello Stato presso l’azienda SERECO s.r.l. tra il 2013 ed il 2014. Le risultanze di quella verifica sono state rimesse al vaglio del Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Palermo, nella persona della dottoressa Wilma Mazzara, cui gli inquirenti avevano richiesto l’applicazione di misure cautelari interdittive e reali (sequestro degli stabilimenti).

Il Giudice per le indagini preliminari, con ordinanza resa il 23 marzo 2018, ha respinto in blocco le richieste cautelari, non ravvisando, neppure a livello indiziario, l’ipotesi di reato prospettata dagli organi accertatori. Al contempo, si precisa che le ditte Sereco s.r.l. ed Ecogestioni s.r.l. per i fatti narrati nel vostro articolo non hanno ad oggi alcuna pendenza col Fisco, già dal mese di giugno del 2017.

L’avviso notificato nei giorni scorsi al signor Raspanti non costituisce un formale atto d’accusa, ma uno strumento a presidio delle sue facoltà difensive che, per ovvie ragioni deontologiche, saranno spiegate nelle sedi giudiziarie all’uopo preposte. Tanto premesso, al fine di assicurare parità d’informazione ed evitare intuibili ed ingiustificati pregiudizi al Michele Raspanti ed alle due aziende che egli rappresenta, si chiede di voler pubblicare il presente comunicato, assicurandone eguale risalto rispetto alla notizia pubblicata il 30 gennaio 2019.

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