Musica sacra, in scena l’opera di Karl Jenkins “Una messa per la pace”

Redazione

Cronaca

Musica sacra, in scena l’opera di Karl Jenkins “Una messa per la pace”

13 Dicembre 2017 - 14:41

Secondo appuntamento al Duomo di Monreale per la Settimana di musica sacra nel percorso Unesco arabo-normanno. In scena l’opera di Karl Jenkins “Una messa per la pace” per soli, voce recitante, cori riuniti e ensemble con l’ensemble dell’Orchestra Giovanile Siciliana diretta da Giovanni Mirabile (nella foto), il Coro Voci bianche Foss diretto da Fabio Ciulla e i cori “Anthea Juvenes” di Augusta, diretto da Martina Di Gaetano, “I mirabili” di Messina, diretto da Sonia Mangraviti “I piccoli cantori”, di Barcellona Pozzo di Gotto, diretto da Salvina Miano, “Note colorate” di Messina, diretto da Giovanni Mundo, “Ouverture”, di Barcellona Pozzo di Gotto, diretto da Giovanni Mirabile, “Sikelia” di Termini Imerese, diretto da Loredana Russo, “Stesicoro” di Termini Imerse, diretto da Loredana Russo, il “Coro Giovanile Siciliano” di Palermo, diretto da Giovanni Mirabile.

“Una messa per la pace” è stata composta da Karl Jenkins nel 2000. E’ una composizione per solisti, coro e orchestra, il cui cd, diretto dallo stesso autore, ha venduto milioni di copie in tutto il mondo. “The armed man” trae il titolo dalla omonima e famosissima chanson medioevale “L’homme armé”. L’idea di comporre l’opera venne a Jenkins allo scoppio della guerra in Kosovo, e vuole essere un’esortazione a non prendere le armi, a evitare i conflitti. Si tratta di un concerto concepito per non far morire la speranza in un tempo di morte. I testi, di grande valenza simbolica e letteraria, si susseguono secondo uno schema narrativo incalzante. E’ la parola cantata a guidare l’ascoltatore in un percorso ideale dalla guerra alla pace: la chanson, la chiamata del muezzin, i testi immortali dei Salmi, l’antichissimo poema indiano “Mahabharata”, i testi liturgici, l’incitamento devastante dei versi di Kipling, le meditazioni dolenti sulla catastrofe di Hiroshima scritte da Togi Sankichi (poetasimbolo morto proprio in seguito alle radiazioni nucleari). Si tratta di musiche molto coinvolgenti che creano un’atmosfera particolare. Appuntamento questa sera alle 21.

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